venerdì 13 luglio 2012


Che si riesca a fare in un altro modo o che non ci si riesca mai credo non abbia un'importanza fondamentale. Devo muovere le dita e strascicare un po' di tutto questo tutto che mi pesa oggi. Credo sia anche questa fatica di scrivere che è ormai conclamatissima/implosione ma certamente fertile. M'affatico. Ho rapide violente tra gola e stomaco, mi sbattono qua e là e schiumano e confondono e trascinano e smuovono continuamente. Che io stia pretendendo davvero troppo da me... certe volte mi sento così inutilmente profonda, aggrappata a mille intenzioni, valori, ricerche. Mi annoio da sola. Io sono una persona noiosa. La tenerezza in un bimbo che balla muovendo prima l'istinto e poi la ragione mi illumina/ ancora una volta so che è meglio di ogni altra razionale intenzione. L'emotività/l'istinto/quello che è solo perché è. Ho bisogno del nostro tempo bello, fatto di quello che siamo e di tutto il nostro tendere. Sono della stessa passione che sta nei frutti maturi/ho in me quel sapore gustoso e acquoso, che quando lo tieni in bocca ti stringe le guance e sai che hai fatto appena in tempo... sai che un attimo dopo si sarebbe guastato. Guardo tutte le mie insicurezze e cerco di non gonfiarle più/strizzo il fiato mi accarezzo salto sul posto mangio un'albicocca torno al cuore. Se tanto fosse tutto diverso non sarebbe affatto per me. Mi tengo stretta al mio spazio e capisco che semplicemente ognuno ha i suoi tempi per pulirsi/considero la semplicità come fonte inesauribile di energia. Lì io ora voglio stare. Scrivo blaterando lo so, ma fa così tanto bene. Sorrido e fumo ora e già mi sembra che tiri un po' più di aria. Mi passa anche tra le dita, mi alleggerisco e ritrovo la memoria di certi odori. 
Spicciati a venire qui/voglio dirlo anche a te.

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